Leptospirosi

Descrizione clinica

Malattia infettiva caratterizzata da febbre, cefalea, brividi, mialgia, congiuntivite e, meno frequentemente, meningite, eritema, ittero o insufficienza renale.

Agente eziologico

Trattasi di Spirochete; le specie borgpertersenii, inadai, interrogans, kirscheneri, noguchii, santarosai e weilii comprendono la maggior parte delle leptospire patogene.

Diffusione

Malattia diffusa in tutto il mondo. Rappresenta un rischio occupazionale per i contadini, per gli addetti ai servizi fognari, per gli allevatori, per i veterinari, per gli addetti ai macelli. Può rappresentare un rischio anche per quanti vengono a contatto con acque di fiume o di lago, contaminate accidentalmente da urine o tessuti di animali infetti.

Fonte di infezione

Molte specie di animali selvatici e domestici (cani, ratti, e bestiame) possono fungere da serbatoio; la trasmissione da persona a persona è rara.

Modalità di trasmissione

Attraverso contatto della cute abrasa e delle mucose con acqua, suolo umido, vegetazione contaminata o per contatto diretto con urine o tessuti di animali infetti; talvolta per inalazione di goccioline aerosolizzate di fluidi contaminati.

Periodo di incubazione

E' generalmente di 7-13 giorni con un range da 2 a 26

Periodo di contagiosità

La trasmissione diretta da persona a persona è rara. Le leptospire possono essere escrete nelle urine dall'animale infetto dal primo ad oltre il terzo mese dopo la malattia acuta; negli animali portatori asintomatici la leptospiuria può persistere per lungo periodo.

Provvedimenti nei confronti del malato

Sono raccomandate le precauzioni standard durante il ricovero ospedaliero ed in particolare disinfezione continua di oggetti contaminati con urine.

Provvedimenti nei confronti di conviventi e contatti

Nessun provvedimento.

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